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EASY MARTIGNONE

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Oct 23, 2025
19:10

Fa ciò che vuoi, è l’unica legge. (Aleister Crowley) Arrivarci nel Martignone, (be’ poi ci si arriva) in particolare a San Giacomo, dove si aveva, io, lui, anche voi, ed Ivonne (quella gran gnocca che preferì ritirarsi) in uno sputo di laboratorio per analisi scontate e mai esibite a qualsivoglia prevenuto parvenu assai-ae spiritosono-onone-on provvisto di un proprio custommizzato Spirito-Santo, Spirit of Saint Louis compreso. Come pria più di pria e come allora più di allora, sappiate o sappiatelo che scorreva anche buon vino e buon sangue tra loro, lungo il paesaggio non definito da nessuna fottuta funzione d’onda (delta-line), sotto le ruote dei chopper dei - Captain America – (oggetti assurdi ma con singolari benefici della meccanica classica) comprati con più di 3000 rate bilaterali proprio nelle officine sgangherate e distrutte a furor di popolo meccanico; progettate e costruite in incognito (raga, un incubo a occhi stretti) nell’easy-Martignone… ma a quel tempo (tempo scaccia tempo) fors'anche lo spazio tempo, a stento esistevano… nozioni che nell'intorno spiravano, soffiando controvento, contro le ali dispiegate dell’Angelo del Progresso (anche lui preferì poi ritirarsi) insomma nozioni non pervenute e solo accennate nei bivacchi a fuoco spento e con porte sbarrate (alla Gide), almeno sulle dorsali dell'antico e selvaggio Martignone del cosmas-topographic-run. Riassumendo (per pochi) nessuna coordinata temporale e spaziale/speziale, di un graphic-video che non porta a nulla… be’ il nulla, come sempre tra di noi, ma per pochi… come punto evanescente nella sconfinata pianura, verso sud, probabilmente (il diavolo probabilmente), verso un sud-est qualsiasi, di maniera. E che si sappia, chi parla e chi scrive, o chi balbetta (che si sappia da subito), era e rimane un gran pezzo di merda, poco ma sicuro, non faceva che ripetere “non mi sono rimaste che 24 parole” che nel gergo dei tossici cresciuti sui tabulati ingialliti tra le pieghe dei Rift, e dell’Almaviva Torrentina, voleva significare “prego, non disturbare il manovratore”. Insomma, (insomnia) cazzeruolla gastogna, brullo Keymaster und cazzone nel mezzo della persicetana nostalgica, da sempre acerrimo nemico di quel mastro che veniva chiamato – Ciliegia o Castagna - in tempi certo non sospetti, diamine… che aspetti, forse l’Angelus?!... dammi subito quel cazzo di polverina coca-pappina sbobba-slide, dai-dai, eccoti 5 Eurobond per toglierti dal cazzo…! La dinamica era la stessa di sempre, ovunque... ma ora, tu non sei qui. Sentite, me ne vorrei tornare a casa, va bene anche una qualsiasi, sono proprio stanco di queste sicumere, di sprecar le poche e slavate parole rimastemi ecc. A questo punto mi chiedo e forse vi chiederete – Si poteva dare, di tutto ciò, un qualche, anche scassato, m-o-d-e-l-l-o morfogenetico, tanto per aumentare la dose…? Un modello almeno un po’ più intuitivo o elastico? - Credetemi, cari paesani dei miei scassati zanetti, sono proprio spiacente, nessun modello a disposizione, nessuna dinamica glocal-local, il solito nulla di nulla, le solite insignificanti minacce della grande Storia e delle piccole storie, quelle inventate, che da sempre schivammo… auf wiedersehen. Il film non aveva sceneggiatura né trama. Piero mi fece infilare l’abito e ci incamminammo per Orchard Street, dove Harry sarebbe dovuto scappare con me lungo quelle vie. Facemmo questa ripresa in uno splendido pomeriggio soleggiato, camminando lungo la vecchia Orchard Street tra le persone che giravano per le compere e i carretti. Non so come avrebbe fatto a scappare e nascondersi con me, visto che ci stavamo divertendo moltissimo! Harry aveva un fiasco da oltre quattro litri di vino rosso Gallo, il più economico e peggior vino esistente, e iniziammo a darci dentro, continuando imperterriti a bere. Piero e il resto della troupe ci seguiva lungo la strada mentre guardavamo le vetrine e salivamo le scale per rifarle a ritroso e la gente per strada si fermava attratta da questa strana coppia, in cui Harry era ovviamente trasandato e sbrindellato, come sempre, con gli occhiali perennemente rotti tenuti insieme dal nastro adesivo e i capelli svolazzanti in ogni direzione, e io in un abito di raso con una lunghissima coda che qualcuno dietro di me sorreggeva. A un certo punto una signora spagnola piuttosto piccola viene da noi con un sorriso smagliante e mi stringe un dollaro tutto piegato stretto in mano dicendo: «Congratulazioni! Siate felici», una cosa davvero piacevole. Poi tra un goccetto di vino e l’altro finimmo con l’ubriacarci così tanto da non riuscire più a continuare la ripresa. Il resto della troupe era furioso perché non ci reggevamo in piedi e continuavamo a ridere, cosi se ne andarono dicendo che ci saremmo ritrovati in un’altra occasione, in un momento di maggior lucidità. [ Rosebud a San Giacomo del Martignone - ovunque e in nessun posto in quel ottobre del 1995 ]

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