Duomo di Messina
La basilica cattedrale protometropolitana di Santa Maria Assunta o duomo di Messina Sorge nel centro storico di Messina, prospetta con la facciata e il campanile sull'ampia piazza del Duomo. Il campanile del duomo ospita l'orologio astronomico di Messina, il più grande e complesso del mondo, che fu costruito dalla ditta Ungerer di Strasburgo nel 1933. Il Tempio è dedicato a Dio col titolo di Nostra Signora Assunta in Cielo altrimenti noto fino alla rivolta antispagnola (1678) come «Chiesa di Santa Maria la Nuova». Costruito al tempo dei Normanni, fu consacrato dall’Arcivescovo Berardo nel 1197, alla presenza dell’imperatore Enrico VI di Svevia e la regina Costanza d’Altavilla. La sua storia, travagliata, lo vide protagonista di ripetute distruzioni e ricostruzioni. Il 28 dicembre del 1908, un terremoto del 12°grado della scala Mercalli che rase al suolo la città di Messina e anche la cattedrale fu quasi completamente distrutta, rimasero solo parte dei muri perimetrali e le absidi. Il resto divenne un cumulo di macerie. La ricostruzione fu avviata nel 1923 da Aristide Giannelli ex novo sul modello medievale. Una nuova distruzione e per certi aspetti più grave, la causarono gli eventi bellici, numerose bombe incendiarie colpirono la Cattedrale. L’incendio divampò per due giorni e due notti; la temperatura fu così elevata che i marmi si calcinarono e i bronzi si fusero. Molte delle opere salvate nel terremoto del 1908, non sopravvissero all’incendio della seconda guerra mondiale. Toccò all'Arcivescovo monsignore Angelo Paino, che aveva già fatto risorgere il tempio dalle macerie del terremoto, provvedere alla nuova ricostruzione. Il 13 agosto 1947 la Cattedrale è riaperta al culto e da papa Pio XII per essere insignita del titolo di basilica. Le statue, i marmi ed i mosaici sono quasi tutti, a parte qualcosa, delle pregevoli copie degli originali perduti. La navata centrale è coperta da un soffitto realizzato con capriate lignee dipinte e decorate con figure geometriche e raffigurazioni di alcuni santi ripristinando il primitivo medievale. A metà della sua lunghezza, sotto il colonnato di destra, è collocato il pulpito o pergamo rifacimento dell'originale di fine '500 attribuito ad Andrea Calamech. Le pareti delle navate laterali sono arricchite dalle Cappelle dell'Apostolato, una serie di dodici nicchie (sei per navata) contenenti altrettante statue raffiguranti gli Apostoli. Il complesso è ideato e in parte eseguito da Giovanni Angelo Montorsoli tra il XVI e il XVIII secolo. Le statue sopra gli altari sono tutte di artisti contemporanei eccetto il "San Giovanni Battista" che è opera di Antonello Gagini del 1525 commissionata da Giovanni Giacomo Campagna, unica statua e altare superstiti al bombardamento e incendio del 13 giugno 1943. In posizione speculare rispetto all'altare dell'Assunta vi è quello del Cristo Risorto, ricostruzione di un altare del 1592 dominata dalla statua del "Cristo Benedicente", in sostituzione di un Cristo Risorto attribuito alla mano di Antonello Gagini o di Andrea Calamech. L'abside maggiore è introdotta da una bella gradinata marmorea ad intarsio. Altare maggiore e ciborio, anch'essi riccamente intarsiati, sono sormontati da un baldacchino in rame dorato (iniziato nel 1628 su progetto di Simone Gullì e portato a termine da Guarino Guarini) particolarmente sontuoso per la ricchezza di elementi ornamentali. In una elegante cornice al centro vi è l'immagine della Madonna della Lettera (patrona della città) di Adolfo Romano ricoperta da una preziosa "manta" argentea, che viene sostituita da quella preziosissima d'oro e pietre preziose nelle ricorrenze festive, opera seicentesca di Innocenzo Mangani. Nel mosaico (l'originale era del XIV secolo) sono rappresentati: la figura di Cristo in trono fra gli arcangeli Michele e Gabriele, in senso orario da destra: la figura della Vergine Maria, del re Federico III di Sicilia, di suo figlio re Pietro II di Sicilia, dell'arcivescovo Guidotto De Abbiate, e di San Giovanni Battista. Nell'altare si trova un prezioso paliotto d'argento , eseguito nel 1701 da Pietro e Francesco Juvarra, Esso raffigura la Madonna nell'atto di consegnare la Lettera agli Ambasciatori messinesi; ai due lati, fastose figure simboliche della Fede e della Fortezza contornate da fregi, cornici di bronzo dorato e puttini a tutto tondo. L'opera, autentico capolavoro d'oreficeria, testimonia l'alto livello di abilità e di dignità artistica raggiunto dagli argentieri messinesi, fra i più celebrati in Europa a cavallo del XVI e XVII secolo. Music by Whitesand Title: Eternal Echoes Website - https://whitesandcomposer.com/ Support making these tracks - https://www.patreon.com/Whitesand Buy My Music - https://whitesand.bandcamp.com/ Spotify: https://open.spotify.com/artist/3GXunV3wsCpSdKp0L5tcNH Filmato con PANASONIC S5II e INSTA360 X4 Data riprese: Gennaio 2025 #messina #sicily #sicilia #italia #italy
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