popolo karen
I Karen sono una delle principali etnie che compongono il mosaico birmano (circa sei milioni su 44) e sono in lotta dal 1949 contro il governo centrale di Rangoon per ottenere l'indipendenza e preservare la loro identità culturale. Originari delle steppe della Mongolia e degli altipiani del Tibet, i Karen arrivarono nei territori che oggi costituiscono la Birmania (Myanmar), intorno al 730 a.c., vivendo in pace per due secoli, fino all'arrivo dei Birmani che invasero le terre dei Karen costringendoli a rifugiarsi nei territori montagnosi e meno fertili al confine con il Siam (odierna Thailandia). Iniziava così lo scontro strisciante tra queste due popolazioni. Quando nel 1947 gli inglesi lasciarono la Birmania, il primo responsabile politico del nuovo paese, il Generale Aung San, propose una costituzione che prevedeva entro i dieci anni successivi il diritto di ogni gruppo etnico di separarsi dall'Unione e di ottenere piena indipendenza. Il progetto purtroppo non veniva realizzato, perché Aung San venne assassinato durante un colpo di stato militare, che ben presto provocherà l'insurrezione armata del popolo Karen e di altre etnie. La resistenza armata continua ancora oggi, tra mille difficoltà, contro l'attuale governo birmano, una dittatura sostenuta dalla Cina e dal denaro del narcotraffico. I karen per ragioni etiche, hanno rinunciato a finanziare la lotta attraverso il traffico di droga, utilizzando altre forme di sostentamento. Nel 1994 il KNU, organismo di rappresentanza politica dei Karen, gestiva buona parte del territorio abitato da questa etnia. Nel corso degli anni, dopo una serie di attacchi dell'esercito birmano, veniva conquistata la città di Maneplaw, capitale di Kawthoolei, nome con il quale i karen chiamano la loro terra. Questo ha provocato una vera e propria emergenza umanitaria, perché in questi territori era concentrata la maggior parte delle attività economiche dei Karen, in particolare coltivazione e taglio di legname pregiato, piccolo commercio, produzione di riso e bamboo. L'estendersi delle operazioni militari dell'esercito governativo ha provocato la fuga di migliaia di persone dai loro villaggi e duecentomila persone sono ammassate nel campo profughi allestino lungo il confine tailandese.
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